Cinque regole per gestire colleghi difficili

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Abitudini fastidiose, tono di voce troppo alto, comportamenti antipatici o scontrosi, alcuni colleghi possono essere davvero insopportabili! Quasi in ogni ufficio c’è un elemento di disturbo, una personalità forte con cui è difficile rapportarsi. Purtroppo spesso non si possono scegliere i vicini di scrivania o i compagni di progetto. Per riuscire però a portare a termine il lavoro oppure, trovare la soluzione per superare indenni intere giornate in ufficio, basta seguire poche semplici regole, o meglio consigli, e anche il peggiore collega al mondo non sarà così impossibile da gestire.

1) NON REAGIRE

Mantieni la calma, lavora sul tuo autocontrollo. Evita di cadere in qualche trappola emotiva. Reagire istintivamente, cedendo al nervosismo che certi comportamenti provocano, potrebbe darti un sollievo momentaneo ma peggiorerebbe la situazione mettendoti in cattiva luce. Quando senti che la pazienza sta per finire, prenditi del tempo, stacca la spina e sorseggia un caffè, vai in bagno o prendi una boccata d’aria fresca. La situazione diventerà più gestibile, tu riuscirai ad approcciare più lucidamente il momento di stress e l’evento che avrebbe portato allo scontro sarà superato. Saper gestire situazioni difficili è una dote in ogni ambito lavorativo. La capacità di lavorare in team è una caratteristica ormai indispensabile per tutte le attività e dimostrare di saper gestire anche i colleghi più difficili vi aiuterà nella vostra carriera.

2) PAROLA CHIAVE: ASSERTIVITA’

Quando sei costretto a lavorare con un collega che non sopporti, devi tentare di gestire tu la situazione. Non lasciare la direzione dei lavori in mano a chi ha comportamenti a tuo parere inadeguati, altrimenti arrivare al traguardo e al risultato finale, diventerà davvero un’impresa. Presentati all’incontro in anticipo, preparato e pronto a tenere le redini del progetto. Cerca di imporre la tua linea di azione, pur dando sempre rispetto e attenzione, così riuscirai a concludere il lavoro in modo più veloce ed efficiente, riducendo al minimo le tensioni. Dovrai far prevalere le tue opinioni, pur senza prevaricare sugli altri. Esprimi il tuo punto di vista senza subire l’aggressività del collega. E’ questa la chiave del successo!

3) FAI AUTOCRITICA

Spesso l’opinione del lavoro altrui e soprattutto della personalità altrui viene condizionata irrimediabilmente anche da un singolo evento o episodio. Non essere tranciante nelle valutazioni. Cerca di fare autocritica e giudicare in modo obiettivo anche il tuo atteggiamento e la tua capacità di lavorare in gruppo. Hai forse innalzato un muro che compromette ogni relazione con quel collega? Sei in grado di approcciarti con rinnovata apertura con il tuo compagno di scrivania che tanto non sopporti? Prova a voltare pagina, dai una nuova possibilità. Anche alcuni tuoi atteggiamenti possono essere mal digeriti da qualche collega. Chiediti se anche tu non stai alimentando il problema. L’autocritica è fondamentale per poter lavorare in team.

4) RISOLVI IL PROBLEMA DA SOLO

Se fatichi a sopportare un collega, non correre a lamentarti dal tuo superiore. E’ un sintomo di debolezza e di incapacità relazionale. Devi trovare da solo la chiave per risolvere le controversie. Prova a rivolgerti sempre in maniera educata, chiedi con riguardo di modificare anche un piccolo comportamento che ti infastidisce. Un confronto cordiale può risolvere i problemi. Cerca quell’argomento comune su cui porre le basi per un nuovo rapporto. Trovare un punto d’incontro può garantirvi un nuovo inizio.

5) DISTINGUI L’ IDEA DALLA PERSONA

Se la personalità di un collega non ti va a genio, non bollare negativamente anche le sue idee lavorative. Se ha un comportamento scontroso, non significa che non possa essere un ottimo professionista. Nel confronto verbale con il tuo collega ricordati sempre di non puntare il dito contro la persona. Dire “capisco la tua proposta e se provassimo anche a procedere in questo modo…?’ è ben diverso dall’esporsi con una frase del tipo: “Secondo me sbagli. Non hai ragione”. La corretta comunicazione è alla base di ogni rapporto positivo.